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June 23 Solitudine. Questo è il primo intervento sul blog che scrivo perchè
sentito, perchè mio, perchè è una parte del mio inconscio che decide di
liberarsi... Sapete? Quando la mia prof di italiano alle superiori, volendo ribattere al pensiero di un alunno, disse che la vita è un'esperienza che si porta avanti da soli, sempre ("si nasce soli.. e si muore soli! nessuno è lì a condividere quelle esperienze e come quelle nessuna delle esperienze che le separano"), io ribattei con fermezza che la vita è un cammino che si può benissimo condividere; anche se mai a pieno per i vincoli evidenziati da lei, ma anche altri. La vita è comunque quell'esperienza per cui secondo me è necessario impegnarsi nel condividerla. A quel tempo tutte quelle parole le dissi perchè le pensavo, ed anche se credevo di capire la prof non ero disposto ad accettare tale pensiero. Ma oggi non è più così... comincio non a condividere la filosofia ma certamente a temerla.. La mia vita non è mai stata ricca di periodi di profonda condivisione, anche se l'ho sempre ricercata e spesso in modo sbagliato. Senza annoiare nessuno ammetto con franchezza che in tutta la mia infanzia ho trovato a stento degli amici veri, ma certamente quel periodo non è il più adatto a tal scopo: credo che i bambini abbiano idee confuse sull'identità, propria ma anche di chi sta attorno a loro. Fatto sta che non posso far risalire a date tanto lontane l'instaurazione di un rapporto profondo. I primi bagliori nascono ovviamente alle medie ma... sono sempre qualcosa di diverso da ciò che più avanti intenderò. Ciò che tento di scrivere, nonostante lo schiacciare tasti della tastiera ricacci nel profondo il mio inconscio che ora parla, è che davvero mi manca qualcosa negli ultimi tempi. E ciò che manca sono gli amici veri. Quelli tra cui non esistono maschere perchè non servono e perchè sarebbero inutili. Non servono perchè tanto li mandi a quel paese (l'inconscio mi dice a cagare....) anche cinque volte al giorno ma non cambia nulla. Sarebbero inutili perchè questi son quegli amici con cui pochi sguardi valgon più di molte parole. Quelli con cui ti arrabbi perchè tieni a loro e non perchè li odi. Quelli con cui soprattutto condividi momenti, che anche se sono i più idioti diventano indimenticabili e il bene più prezioso. Oggi non è tutto perso, ma lontano... Degli amici ci sono, ma non c'è spontaneità. Non serenità. Nell'aria, questo vale per me non per chi mi circonda, sento sempre un atmosfera di estraneo e superficiale. Troppe parole vengono dette.. e dimenticate. Pochi silenzi vengono rispettati.. nell'attesa, che questi creano, di capire.. Di certo è anche il mondo che ci chiede di essere ratti e ottusi (traduzione della normale concezione de "dinamici e sicuri") ma io mi chiedo.. se avrò ancora l'occasione... la fortuna.... di guardare negli occhi un amico..... e tacere...... . . . . . . (oppure dire un sacco di boiate sapendo che verranno comprese al di là del suono che producono) A voi! Amici del passato sperato. Comments (3)
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